nessun titolo
Per un istante, suonando con gli amici, mi è passata a fianco un pezzetto di serenità.
Giocare con le note, costruire una torre di suoni e armonie una in fila all’altra. E quando crolla un muretto, infilarci un’idea che cementi il tutto, e portare tutto su, più su, fino a chiuderlo in qualche modo. E chiudere, e sorridere, in uno sguardo di intesa, divertito.
La bellezza di suonare sopra un’idea, senza schemi, senza accordi, senza "turni". Tutto per aria, tutto all’estro, al momento, all’idea che passa di lì, al ricordo di note dal passato, ad un passaggio che vien logico nelle dita.
Il nano aveva due cuffie più grandi di lui in testa, dietro al mixer. Mi guardava orgoglioso, emozionato tra le stanze di vetro della radio. Il freddo che batteva in una Padova notturna, arrivare ad una macchina nemmeno mia, e ricordarmi della leggerezza dei miei errori. E di quanto non sappia fare a meno di chiedere aiuto, quando annaspo. La mia fortuna, la mia rovina.
Sniffo un po’ dell’entusiasmo del mio biondo, che parla sempre più lento, mentre scivola nel sonno, cullato dalla strada che scorre sotto l’auto. Io e la notte stasera, abbiamo da dirci un po’ di cose.
7 pensieri riguardo “nessun titolo”
ciao F. complimenti, bella storia
grazie jack…
ormai scrivo poco (e male, mannaggia), prometto che mi ripiglio.
quando la serenità ti passa accanto è già una gran bella cosa
sto annaspando in questi giorni, con un dubbio amletico: devo chiedere aiuto a qualcuno o uscirne fuori da solo ? sarà la mia fortuna o la mia rovina ? sono nel guado….
bella che sei quando scrivi cosi’.
sarebbe da guardarti negli occhi.
Già…. negli occhi.
Ma tanto te sai già tutto…
io che so.
nei tuoi occhi che sanno.